Pilates

J.H. Pilates , 9 dicembre 1983.

Trovate tutto su di lui su wikipedia, non aggiungerò niente che non sia stato scritto e inventato su di Lui.

Ci tengo invece a dire la mia su come la sua disciplina è stata maltrattata in questi 20 anni nei quali mi ha accompagnato e sostenuto nel mio mestiere.

Quando ho aperto il mio piccolo studio nel 2006 eravamo in 3 o 4 appassionati ad avere le macchine dello zio Jho, rispettando il metodo approfondendolo e proteggendolo con cura. Nascosti intimiditi e maltrattati dalle altre discipline più accattivanti e moderne che ci bullizzavano dicendocene di ogni perché Pilates non era considerato sufficientemente performante.

Qualche anno dopo confusi e mischiati con lo Yoga, offensivo per entrambe le discipline perché è come mettere la carne e il pesce sullo stesso piatto, Fusion lo chiamavano, a terra sui tappetini in 50 persone in tutte le palestre delle scuole:

“Pilates? Ah si quello con la Palla”.

E infine oggi, e penso che questo sia il colpo di grazia, musica luci psichedeliche, alto impatto, e peggior cosa che uccide la disciplina e Pilates stesso, la molla usata come resistenza contro la quale lavorare …

I lettini che Joseph ideò servivano per accogliere e sostenere il corpo di persone allettate per qualche ragione, le molle dunque erano un aiuto, guida e sostegno per riabilitare un corpo in difficoltà. Il REFORMER, magico e geniale, a cui addirittura oggi sua maestà Tecnogym si è permessa di cambiare nome con estrema mancanza di rispetto, ha una pedana per saltare in orizzontale studiata appositamente per riabilitare le caviglie dei ballerini … poesia pura.

Non so… è come quando si trasforma un’opera lirica in un brano da discoteca… è bello? è brutto? boh! I tempi cambiano e tutto si trasforma, a me a casa mia a Vertova hanno insegnato il rispetto… e questo mi piace!

Joseph ha donato il suo metodo prezioso senza un brevetto di alcun genere, ha permesso a tutti noi di costruirci attorno un lavoro e di guadagnare con un’idea tutta sua.

Dobbiamo averne rispetto.

Per il resto, buon lavoro a tutti.